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Bamini Soldato del nord Uganda versione inglese "War Hope and Peace"

Drawings and Testimonies of Children Abducted by the Lord’s Resistance Army in Northern Uganda.



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Le Mostre itineranti di carattere tematico disegnate e realizzate dalla Fondazione, sono a disposizione di Enti ed Istituzioni per far riflettere il pubblico su temi di grande importanza.
La mostra Bambini Soldato è stata noleggiata dall’ONU.
Inaugurazione: martedì 4 marzo, ore 18.30
Ginevra, Palazzo Nazioni Unite 25 febbraio – 14 marzo 2008

“Quando i ribelli arrivarono, uscii dalla nostra casa tremando e con il cuore in gola.
I bambini che erano troppo deboli per camminare erano semplicemente tagliati a pezzetti con delle asce e lasciati a morire sulla strada. Questo mi spaventò tanto.”
Estella, 15 anni
Kitgum, Nord Uganda (marzo 2005)

 

Nel 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, Pubblicità Progresso e AVSI presentano al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra la mostra WAR, HOPE and PEACE, dal 25 febbraio al 14 marzo (inaugurazione: martedì 4 marzo, h.18.30).

L’esposizione, che presenta una raccolta di disegni realizzati dagli ex bambini-soldato del Nord Uganda durante i corsi di recupero psico-sociale coordinati da AVSI (www.avsi.org - ong italiana presente in 30 paesi del mondo e in Uganda dal 1984), promossa dalla Missione Permanente della Santa Sede e dall’Ambasciata dell’Uganda presso l’ONU, vuole essere un ulteriore spunto di riflessione
sull’infanzia negata, in occasione della 7° Sessione del Consiglio per i diritti umani.

La mostra è sponsorizzata da ECHO (agenzia per gli aiuti umanitari della Commissione Europea), dal Comune di Milano, dal Comitato Expo Milano 2015, dalla Fondazione Cariplo; è patrocinata dalla COALITION TO STOP THE USE OF CHILD SOLDIERS e l’allestimento è stato curato da Moruzzi’s Group-Divisione Eventi di Bologna.

L’esposizione WAR, HOPE and PEACE di Ginevra si divide in tre sezioni: disegni del passato, del presente, del futuro:

- il passato testimonia le atrocità subite dai bambini e la fatica di una vita vissuta in mezzo al conflitto: gli attacchi alle loro case, il rapimento, le mutilazioni, l’obbligo di combattere, la paura di essere uccisi. L’orrore di aver visto la guerra;

- il presente racconta la loro vita nei campi sfollati. Evidenti sono le rappresentazioni della distribuzione degli aiuti umanitari, l’accoglienza nei centri educativi, la vita nei villaggi. La speranza della salvezza;

- il futuro raccoglie i loro sogni che si focalizzano su desideri e aspirazioni semplici, come la voglia di casa e di una famiglia, il desiderio di ritornare a scuola, di diventare grandi e lavorare. L’amore per la pace.

Bambini in situazione di conflitti - I bambini che hanno subito un attacco dei ribelli convivono quotidianamente con la paura. Quelli che sono stati rapiti subiscono dei traumi da cui rimangono emotivamente segnati. Terrore e dolore tornano costantemente alla loro mente attraverso i ricordi e gli incubi. Nel mondo sono circa 300.000 i bambini utilizzati nei conflitti armati, la maggior parte ha 10-14 anni, molti anche meno. I più fortunati, quelli che riescono a fuggire dalle fila degli eserciti o dai gruppi armati, se inseriti in programmi speciali, riescono quasi sempre a ritornare a una vita normale. Lo scopo principale del supporto psico-sociale offerto da AVSI agli ex bambini soldato è stato quello di ricostruire i legami psicoaffettivi e di sviluppare le capacità di affrontare e risolvere i problemi, attraverso un lavoro educativo individuale, con le loro famiglie e con le comunità di appartenenza.
Uno dei primi e più efficaci sistemi adottati per far uscire il loro dramma, ma così pure il desiderio e le speranze di pace, è farli disegnare. In questo modo l’educatore vede la vita dei bambini attraverso i loro occhi e, insieme, l’indescrivibile tragedia delle loro esperienze in un mondo che non ha saputo proteggerli.

Dal 2006, grazie agli accordi di pace tra Governo e ribelli del Lord Resistance Army, la popolazione del Nord Uganda non vive più in quel terrore che i disegni drammaticamente testimoniano. I bambini ritornano in famiglia, nei villaggi, nelle loro comunità. I campi sfollati, lentamente, si stanno decongestionando. Il fenomeno dei night commuters che ha caratterizzato per lunghi anni l’intera
regione, fortunatamente si è esaurito. La vita riprende. Con fatica, ma riprende.

“Quando cominciammo a prenderci cura di bambini che erano stati protagonisti di violenze inaudite, fu inizialmente la sensazione di impotenza ad avere il sopravvento. Il compito sembrava impossibile. Ma non potevamo tirarci indietro.– Ricorda Alberto Piatti, Segretario Generale di AVSI - Abbiamo mobilitato risorse finanziarie, conoscenze e competenze specifiche, coinvolgendo esperti
e partners. La fatica del lavoro ci ha insegnato che tutte le risorse finanziarie e tecniche messe in campo erano necessarie, ma non sufficienti. Perché il punto fondamentale era restituire a questi ragazzi la possibilità di recuperare la loro umanità, offesa ma non uccisa. E questo accade solo attraverso un incontro umano che risvegli il desiderio di vita e l’esigenza di un significato dell’esistenza.
Questa condivisione quotidiana con i ragazzi e le loro spaventose storie ci ha costretto a pronunciare e a praticare la grande parola
introdotta dal cristianesimo: il perdono.”

Ora che non c’è più la guerra, c’è una nuova grave emergenza: si chiama “educazione”.
In Nord Uganda un’intera generazione di bambini è cresciuta senza sapere cos’è la pace. La loro quotidianità è stata segnata dal terrore della guerra che ha toccato la loro vita in ogni aspetto, impedendo l’accesso ai più elementari servizi, come la frequenza scolastica. Nel mondo sono ancora più di 100 milioni i bambini che non vanno a scuola, a causa della povertà, delle guerre e delle carestie. L’Articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti umani riconosce che l’educazione, insieme ad altri bisogni quali cibo, casa e acqua, è uno dei fondamentali diritti dell’uomo. Il Secondo Obiettivo del Millennio delle Nazioni Unite si prefigge di assicurare
l’educazione primaria, entro il 2015, a tutti i bambini del mondo. Sostenere la crescita educativa di bambini che hanno vissuto, o come in molti altri Paesi stanno ancora vivendo, situazioni di conflitto, rappresenta per gli adulti una sfida e un compito.

“Di fronte a documenti così commuoventi come quelli dei bambini ricuperati da un destino terribile non si può rimanere indifferenti. – Afferma Alberto Contri, Presidente Fondazione Pubblicità Progresso. Il ruolo che la comunicazione può giocare in questo caso è quello di fare conoscere il più possibile un’esperienza assolutamente edificante che riempie il cuore di speranza.”

La mostra:
WAR, HOPE and PEACE
Drawings and Testimonies of Children Abducted
by the Lord’s Resistance Army in Northern Uganda.
AVSI’s experience in education and psycho-social support.

Dal 25 febbraio al 14 marzo 2008
Inaugurazione: 4 marzo 2008, ore 18.30 - Accredito obbligatorio
Palazzo Nazioni Unite, 1211 Ginevra
8-14, avenue de la Paix
Entry: Pregny Gate - E Building, 3rd Floor - Access: door 40

La mostra è corredata da catalogo ed è noleggiabile.

Per informazioni: c.dondini@pubblicitaprogresso.org

www.mostrabambinisoldato.org


 


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