Claudia Gerini, la mia esperienza come madre e attrice nel mondo del cinema

Un appello ai produttori perché paghino le attrici come gli attori, un appello alle coppie perché sappiano trovare la conciliazione dei tempi per il rispetto reciproco e il bene dei loro figli.

Pubblicazione: 5 marzo 2015 16:32
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Articoli
Claudia Gerini, la mia esperienza

Nel mondo dello spettacolo, in particolare quello del cinema, possiamo affermare che non c’è disparità di trattamento tra uomo e donna inteso come rispetto della persona. C’è sicuramente invece una disparità per quanto riguarda il trattamento economico.Potremmo dire che, analogamente a quanto succede nel mondo del lavoro tradizionale, anche in quello del cinema le donne sono pagate di meno per definizione, e intendo a parità di ruoli. Sono cose mai ammesse ufficialmente, ma ampiamente risapute. In termini percentuali credo che nel nostro mondo la differenza del salario tra uomo e donna sia ben più alta di quella del mondo delle aziende.

Quindi condivido sinceramente la battaglia di Patricia Arquette che ha parlato della necessità di ottenere una parità di retribuzione. Sono meno d’accordo su ciò che lei ha detto riguardo al fatto che più le attrici invecchiano meno guadagnano: questo dipende dai soggetti che vengono proposti e nel mondo ci sono molte attrici che addirittura sono diventate famose dopo i 50: non mi pare che questa situazione sia uguale in tutto il mondo.

E’ di tutta evidenza che per superare questo problema si impone un appello ai produttori perché siano meno maschilisti dal punto di vista culturale e loro per primi considerino le donne uguali agli uomini anche dal punto di vista retributivo.

Altrettanto condivisibile la petizione di Reese Whiterspoon che ha lanciato l'hashtag #chiediledipiù con il quale ha invitato soprattutto i giornalisti a fare più domande sulle ambizioni artistiche invece che sui vestiti che le attrici avrebbero indossato sul red carpet. Io su questo argomento penso che la responsabilità maggiore sia dei giornalisti che sono sempre più attratti dal desiderio di gossip.

Sicuramente quello di attore è uno dei mestieri che rende molto difficile la contemporanea cura della famiglia.Personalmente io sono riuscita a trovare un equilibrio positivo, avendo due bimbe di 10 e 5 anni, grazie alla collaborazione del mio compagno. C’è voluto comunque un lavoro di educazione perché i maschi scontano sicuramente l’impostazione protettiva delle loro mamme che li hanno sempre preservati dai lavori casalinghi e dalla cura della famiglia. Bisogna però ammettere che a volte noi donne, poiché riteniamo di saper far meglio e più velocemente certe cose, ci sobbarchiamo anche inconsciamente molto più lavoro in casa di quanto non facciano i maschi.Parlando di famiglia, ritengo poi fondamentale il ruolo dei nonni che sono un ottimo sostituto dei genitori, chiaramente più affidabili di una qualunque tata.È comunque fondamentale che in una coppia si trovino gli equilibri anche organizzativi rispetto al proprio lavoro per dedicare il tempo giusto ai figli, soprattutto nell’età della crescita: questo è il motivo per cui io, ad esempio, cerco di scaglionare i progetti in modo da non mancare mai troppo a lungo nell’educazione e nella presenza accanto alle mie bambine.