Federica Di Stolfo, la mia esperienza di manager e consulente artistica

Ho faticato il triplo rispetto ad un manager uomo perché, per farmi accettare, ho dovuto dimostrare che sapevo lavorare anche meglio di un uomo.

Pubblicazione: 5 marzo 2015 16:34
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Articoli
Federica Di Stolfo, la mia esperienza di manager e consulente artistica

Ho iniziato questa professione molto giovane e per caso grazie ad alcune artiste, in ambito musicale e cinematografico, molto coraggiose e nello stesso tempo lungimiranti.

L'inizio fu difficile ma non a causa della mia poca esperienza poiché avevo dalla mia parte, oltre a varie esperienze in pubblicità e in major discografiche e di cinema, una grandissima energia e voglia di fare per proteggere e tutelare al massimo le mie assistite, quanto per la diffidenza che riscontravo ogni volta che incontravo interlocutori uomini. Avevano nei miei confronti un atteggiamento di superiorità e scetticismo dovuto al mio essere donna e giovane.

Ho faticato il triplo rispetto ad un manager uomo perché, per farmi ascoltare ed accettare, ho dovuto avere molta ma molta pazienza e dimostrare ogni giorno che sapevo lavorare bene, anche meglio di un uomo.Vi racconto un aneddoto che la dice lunga e che oggi mi fa sorridere: un uomo, oltretutto un primo cittadino di una piccola città, mi disse: "Vorrei parlare con il manager dell'artista"io risposi: "Prego può dire a me"e lui replicò: "No, voglio parlare con il manager maschio....!!!"

Oggi, a distanza di vent'anni, la situazione è cambiata: so come farmi rispettare da subito.A volte però ancora incontro qualche persona che forse mi ritiene inadatta semplicemente perché donna.