Il Turismo si comunica con i servizi

Ci sono settori come il turismo che possono certamente beneficiare di buone campagne pubblicitarie. Ma non c'è campagna che tenga se poi le promesse non vengono mantenute.

Pubblicazione: 4 dicembre 2009 14:44
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Articoli
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Ci sono settori come il turismo che possono certamente beneficiare di buone campagne pubblicitarie. Ma non c'è campagna che tenga se poi le promesse non vengono mantenute. Ecco un aneddoto emblematico: siamo a Natale in una stazione sciistica che da anni accoglie anche moltissimi stranieri, attirati dalla prossimità con un maestoso "domain skiable". Alle 8,30, il punto vendita di sky-pass e biglietti per la navetta nel centro paese è ancora chiuso. Alle 9 meno 5 la fila dei mattinieri  soprattutto stranieri, intirizziti dal gran freddo supera in strada le 100 persone. Chiediamo gentilmente almeno di entrare per scaldarci, ma fino alle 9 e 20 il servizio non inizia perché il computer fa i capricci, la stampante è inceppata, non si trovano i biglietti e gli sky-pass. Alla fine, tra attesa per la navetta, trasferimento alla seggiovia e arrivo in vetta, si comincia a sciare intorno alle 10,30, incontrando tutte le code che i mattinieri volevano evitare. Nel frattempo, in paese, i negozi chiudono dall'una alle tre. Ecco un esempio di come si fa a scontentare i turisti, altro che portali internet e campagne internazionali! Possibile che i responsabili locali, come avviene in altri centri più attenti, non capiscano che per un breve ma cruciale periodo dell' anno si dovrebbero lavorare molto di più con qualche minimo sacrificio? In questa piccola fotografia c'è tutto il problema del nostro paese, fatto di operatori abituati a sicure rendite di posizione, e per nulla disposti a faticare  nonostante i morsi della crisi, per dare un servizio superiore. Il drastico calo del turismo registrato quest'anno, viste le infinite attrattive dell'Italia  non può che essere frutto di questo atteggiamento  Anche se per fortuna non è dappertutto così, complessivamente dobbiamo annoverare servizi cari e scadenti, turisti visti come polli da spennare, scarsa proattività nel prevenire i desideri di chi potrebbe tornare o trasformarsi addirittura in promoter con amici e parenti. Una ferrea regola del marketing recita: "Un cliente scontento lo dice almeno ad altri sei". Soprattutto in tempi di crisi, forse è proprio da questa riflessione che bisogna ricominciare.