Il web compie 20 anni ma è ancora in fasce

Pubblicazione: 15 marzo 2009 17:58
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Articoli
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Sono già passati vent'anni dai primi vagiti del web, eppure la grande invenzione mediatica nata a cavallo tra due secoli appare tuttora molto giovane. Ha già attraversato una grande crisi (la famosa "bolla"), e ogni giorno prende nuove forme. Si conferma così che non è, e non è mai stato, un mezzo di comunicazione , ma un ambiente, un brodo di coltura nel quale nuove forme di relazione nascono, si sviluppano, e muoiono anche assai rapidamente a seconda della loro coerenza con alcuni principi da sempre presenti nell'animo umano. Si tratta dei bisogni fondamentali dell'uomo, codificati negli anni 50 dallo psicologo americano Abraham Maslow nella sua famosa piramide. Tra questi il desiderio di appartenenza, che spiega il grande successo dei social network. All'antico desiderio di ritrovarsi con gli amici e le persone più affini in una piazzetta, internet aggiunge la possibilità di condividere in tempo reale documenti, scritti, foto, video, accelerando in forma esponenziale le possibilità di accumulare conoscenza. Certo, come e forse più che con gli altri media, si corre il rischio di perdere anche del tempo in chiacchiericci di poco conto o percorrendo viuzze laterali che non conducono in alcun luogo.ma è un rischio che dipende più dalla fragilità personale degli utenti che dal mezzo in sé. Meteore come Second Life hanno brillato e già sono scomparse proprio per il loro eccesso di virtualità e di distanza dalla vita reale. Mentre i social network che riuniscono gli internauti intorno a interessi professionali, musicali o al semplice desiderio di amicizia, incontrano sempre maggior favore semplicemente perché soddisfano molto bene alcuni dei bisogni fondamentali codificati da Maslow. Non c'è da stupirsi che alcuni giornalisti, scrittori e intellettuali nostrani critichino o deridano con molta superficialità questo fenomeno: gli snob della piccola italietta dei salotti hanno sempre avuto paura delle innovazioni realmente democratiche. Mentre proprio per la sua struttura, il Web 2.0 offre grandi opportunità di crescita e coesione sociale, oltre che promettenti chances di uscire dalla crisi grazie a nuove forme di comunicazione pubblicitaria più mirate, economiche e interessanti per gli stessi utenti.