Maria Cecilia Guerra: «Gli stereotipi sono la piaga sociale»

Maria Cecilia Guerra, Vice ministro del lavoro e delle politiche sociali, interviene alla IX Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale.

Pubblicazione: 18 novembre 2013 10:30
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: News
Maria Cecilia Guerra, Vice ministro del lavoro e delle politiche sociali, interviene alla IX Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale di Pubblicità Progresso con un video messaggio:

Il tema scelto da questa nona conferenza internazionale della comunicazione sociale "Il valore della diversità verso una nuova cultura di genere" sembra particolarmente importante perché l'idea di cominciare a ragionare sulla diversità e a leggere con gli occhi del mainstreaming di genere la nostra realtà sociale ci può far fare dei passi avanti molto significativi. Possiamo cominciare a capire dov'è il nodo delle discriminazioni di genere che ancora attraversano tutta la nostra società dal mondo del lavoro al mondo della cura, della famiglia, al mondo della scuola, quindi sapere tutti i punti su cui intervenire avvalendoci anche, per correggerli, della comunicazione. Questo è l'aspetto cruciale di questa Conferenza.

Sappiamo che la donna è discriminata nell'accesso al lavoro, che prende generalmente una paga che è inferiore del 20% rispetto a quella dell'uomo a parità di preparazione culturale; che molto spesso deve rinunciare al lavoro perché non ci sono strumenti adeguati che le permettano di conciliare il lavoro con la cura dei familiari più deboli: i bimbi, gli anziani o le persone con disabilità. Come se questo problema dovesse essere solo della donna e non della società nel suo complesso, compresa la quota maschile.

Credo che dei passi avanti sono stati fatti e che la cultura della conciliazione stia finalmente emergendo anche all'interno delle aziende e questo è un aspetto molto importante. Però anche le istituzioni devono fare la loro parte e sicuramente anche qualche aspetto normativo che aiuti anche con dei vincoli come le quote rosa a rendere più possibile la partecipazione delle donne anche alle posizioni apicali, non solo all'interno delle aziende, ma anche nella rappresentazione come è avvenuto in Parlamento, possono aiutare a superare queste discriminazioni.

La cultura però è il piano su cui dobbiamo intervenire perché queste differenze di genere si fondano ampiamente sugli stereotipi. Gli stereotipi sono la piaga sociale in quanto portano le persone a ruolizzarsi su ruoli - quelli dei maschi e delle femmine - che sono molto diversi e danno opportunità molto diverse. E quindi creano disparità sociale ma anche una difficoltà fra i due sessi a comunicare fra loro. Non abbiamo una cultura alla relazione, ognuno è chiuso nel suo schema e questo è un aspetto che peraltro è molto importante nel determinare poi quei fenomeni di violenza così forti che vediamo nel nostro Paese quando questi ruoli vengono messi in crisi perché la relazione entra in crisi e ognuno vede messo in discussione il modello in cui si è identificato.

Partire dalla formazione, partire dalla scuola e stare molto attenti - anche nella comunicazione - sul modo in cui viene rappresentata l'immagine della donna ma anche ovviamente specularmente degli uomini. Chiaramente l'autodeterminazione, l'empowerment della donna, è un elemento fondamentale per uscire da questa situazione, ma non dobbiamo dimenticare di coltivare il segmento maschile.

Credo che la campagna che oggi verrà presentata "Punto su di te" potrà aiutarci molto - specialmente se verrà recepita dai media e potrà quindi essere rappresentata in modo integrato - a fare passi avanti ulteriori prima di tutto consapevolezza e conseguentemente anche nel superamento effettivo delle discriminazioni. Le diversità sono un valore, non devono essere una schiavitù.

M.C. Guerra