Alberto Contri: “Per sconfiggere il sessismo non servono ulteriori bavagli alla creatività”

Pur giusta negli obiettivi, la petizione antisessista invoca ulteriori vincoli alla pubblicità, dimenticando che in Italia, oltre all'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria esistono almeno altri otto organismi giudicanti che possono intervenire sulla pubblicità scorretta o ingannevole.

Pubblicazione: 28 maggio 2013 11:10
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Comunicati stampa

QUESTO IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE PUBBLICITÀ PROGRESSO, IN MERITO ALLA PETIZIONE PROMOSSA DALL'ART DIRECTORS CLUB ITALIANO. IL TEMA DELLA PROMOZIONE DEL RUOLO DELLA DONNA OGGETTO DELLA NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SOCIALE, LA CUI FASE DI IDEAZIONE È STATA APPENA AVVIATA CON LA COLLABORAZIONE DI PERSONALITÀ DEL MONDO DELLA CULTURA, DELLO SPETTACOLO E DELL’INFORMAZIONE

Milano, 28 maggio 2013 – "Credo che le strade dell’inferno siano lastricate di buone intenzioni. Pur giusta negli obiettivi, la petizione antisessista promossa dall'Adci (Art Directors Club italiano) invoca ulteriori vincoli alla pubblicità, dimenticando che in Italia, oltre all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che dimostra di poter intervenire rapidamente, e al quale possono rivolgersi anche i singoli cittadini, esistono   almeno altri otto organismi giudicanti che possono intervenire sulla pubblicità scorretta o ingannevole. Ci mancano solo altre norme. Sarebbe molto meglio potenziare l’attività di autodisciplina, anziché approvare una nuova legge che aggiunga filtri di Stato ad una attività creativa per eccellenza. Inoltre quasi sempre le petizioni danno la sensazione di aver fatto qualcosa, senza risolvere realmente i problemi. Già da molti mesi, a fronte anche dell’inarrestabile susseguirsi di femminicidi, il CdA della Fondazione Pubblicità Progresso (che vede tra i soci gli utenti e le agenzie di pubblicità e pr, i media, i concessionari, gli istituti di ricerca di mercato) ha deciso di avviare i lavori per realizzare una grande campagna sul tema del ruolo della donna nella nostra società. “Il progetto – precisa Alberto Contri, presidente della Fondazione – è quello di realizzare una campagna che cerchi di andare a incidere alle origini del problema. Tecnicamente la possiamo definire una campagna di “mainstreaming di genere”. Dopo tante iniziative sparse, che spesso nascondono un desiderio di visibilità personale, ci è sembrato fosse venuto il momento di proporre un progetto che mettesse in rete anche le diverse azioni positive: abbiamo deciso di non progettare una semplice campagna di denuncia, di colpevolizzazione, o una campagna “contro”, ma una comunicazione “per”, a favore di un cambiamento culturale capace di portare ad una reale parità di genere”. Il messaggio destinato alle donne sottolineerà l’importanza di mettersi in gioco, di credere nelle proprie capacità e nei propri diritti. “Cercheremo – aggiunge Contri – di far prendere coscienza al mondo femminile della necessità di acquisire maggiore autostima”. Il messaggio destinato agli uomini sottolineerà l’importanza e l’utilità di poter contare su un punto di vista differente, sottolineando anche la perdita derivata dalla scarsa presenza di donne nei luoghi decisionali. Data la complessità dell’argomento, verranno impiegati tutti gli strumenti della comunicazione integrata multimediale: i media classici serviranno per portare l’attenzione sul tema, il web e gli altri strumenti aiuteranno ad approfondire i diversi argomenti e a rendere virale la comunicazione. “Come peraltro già successo con l’ultima campagna, quella sulla donazione organi”, conclude il presidente di Pubblicità Progresso. Al gruppo di lavoro hanno aderito, tra le altre, personalità come Francesca Zajkzic, Luisella Costamagna, Rosanna D’Antona, Lucia Musselli, Francesco Morace, Anna Maria Onetti, Patrizia Zappa Mulas, Antonella Ferrera. I membri di questo gruppo che operano nel teatro, nel cinema, nel giornalismo, si sono anche impegnati ad arricchire la campagna con propri contributi legati alla propria attività professionale. Il gruppo è aperto a ulteriori adesioni, basta scrivere a info@pubblicitaprogresso.org. E’ prevista anche la realizzazione di un portale che raccolga e promuova tutte le più diverse iniziative di associazioni, aziende e singole persone legate al tema della promozione della donna.

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Attiva dal 1971 (prima come Associazione e poi, dal 2005, come Fondazione), “Pubblicità Progresso” è entrata nel vocabolario quotidiano degli italiani, diventando sinonimo di “pubblicità sociale”. Con la sua attività e grazie al contributo di chi ne fa parte (organizzazioni utenti: UPA-  organizzazioni professionali:  ASSIRM, ASSOCOM,  UNICOM – imprese e organizzazioni di mezzi: AAPI, FIEG, PUBLITALIA ’80, RAI, RTV San Marino, Sky Italia – interassociazioni: IAP), Pubblicità Progresso ha promosso e promuove l’impiego della comunicazione sociale di qualità tra gli strumenti operativi di enti, istituzioni, pubblica amministrazione e organizzazioni non profit. Ha dimostrato concretamente l’utilità di un intervento più professionale nel campo della comunicazione sociale. Ha contribuito a valorizzare la pubblicità italiana e i suoi operatori. In virtù di tutto questo la Fondazione Pubblicità Progresso è oggi una delle espressioni più alte e rappresentative delle organizzazioni del mondo della comunicazione e dei professionisti che ne fanno parte.

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