Convegno alla camera sull’entrata in vigore della convenzione di Istanbul

Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso: “Le campagne contro la violenza sulle donne sono poco utili, se non intervengono alla radice del pregiudizio”

Pubblicazione: 19 settembre 2014 14:00
Ultima modifica: 17 febbraio 2017 15:52
Argomento: Comunicati stampa
Istanbul
Contri (Pubblicità Progresso): “Le campagne contro la violenza sulle donne sono poco utili, se non intervengono alla radice del pregiudizio”

19 settembre 2014, Roma - “Ci siamo resi conto che le campagne contro la violenza sono di fatto poco utili; la violenza è l’ultimo atto di una filiera che parte da lontano e che trova le sue radici nel mancato rispetto della parità di genere. Se non si riesce a intervenire quando nella società si forma il pensiero che vede la donna come oggetto o essere inferiore, qualsiasi tentativo a posteriori è destinato solo a fare un po’ di rumore” , così Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso, ha dichiarato oggi nel suo intervento in occasione della conferenza Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza – l’entrata in vigore della convenzione di Istanbul, tenutasi a Palazzo Montecitorio.

Il discorso - che ha aperto la prima sessione del convegno, Cambiare la mentalità sulla violenza contro le donne - ha ricordato la posizione assunta da Pubblicità Progresso nel trattare un tema, sfortunatamente attuale, come quello della discriminazione e di tutte le forme di violenza ai danni delle donne, problemi che “vanno curati ab origine, nella loro radice più profonda, intervenendo a monte su pregiudizi e stereotipi” – continua Contri.

Questo l’approccio adottato da Pubblicità Progresso per la campagna Punto su di te, un progetto – in collaborazione con Young & Rubicam – che ha visto le nostre città riempirsi di manifesti con volti femminili e fumetti con messaggi incompleti, come “al lavoro io vorrei”, “per strada vorrei”, poi riempiti – dai passanti ignari di essere ripresi in una sorta di candid camera – con scritte sessiste e volgari, a dimostrazione del fatto che pregiudizi e discriminazione sono ancora ben radicati nel tessuto sociale. Accanto allo spot, il progetto punto su di te offre anche un database che aiuta ad individuare, nella propria città, enti e associazioni a supporto delle donne e un nutrito elenco di iniziative e concorsi - molti in collaborazione con gli atenei italiani - che mirino a diffondere nella società una cultura diversa che punti alla parità di genere. “Parità non pienamente riconosciuta non soltanto nei casi limite di violenza fisica che riempiono le pagine della nostra cronaca, ma anche in quei contesti in cui si perpetra una violenza meno appariscente e per questo più subdola, laddove gli stipendi delle donne sono inferiori a quelli degli uomini, la voce femminile è scarsamente rappresentata nelle istituzioni e le aspirazioni di carriera di una donna vengono accantonate con la nascita del primo figlio. La prima forma di discriminazione è negare che essa esista”, conclude Contri.

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